CENNI STORICI La prima menzione di Mirabello risale al XII secolo d.C.. Tuttavia, secondo Baldini, le origini del centro sono da ricercarsi in epoca Sannitica (IV secolo a.C.) nella quale sembra che sull'altura di Monteverde fosse collocate una fortificazione denominata Ruffirio, espugnata dai romani nella lunga e sanguinosa guerra contro i Sanniti ad opera di Quinto Fabio. Gli storici Polibio ed Appiano seguiti dal Festo e dallo Zonara, affermano che per l'espugnazione di Ruffirio fu combattuta una mirabile battaglia (Mirum Bellum), da cui probabilmente il nome della cittadina sorta in basso. Da quest'epoca, solo intorno all'anno 1000 d.C. si hanno nuove notizie storiche di Mirabello. Nel periodo Longobardo, Mirabello fa parte della Contea di Boiano e più tardi di quella di Molise, nella cui compagine trascorre l'epoca Normanna e Sveva.
In epoca Angioina troviamo questo paese per metà sotto la giurisdizione di Martino D'Alemagna, diritto concesso a quest'ultimo dal re Carlo I nel 1274 per i servigi resi in Ungheria in qualità di Ambasciatore. Il Masciotta riferisce: "nei primordi della monarchia Angioina trovavasi signore di Mirabello Stefano di Belcair, il quale pero' ne rimase privato nel 1279 non avendo potuto esibire alcun titolo attestante il legittimo possesso al tempo della rassegna dei diplomi". Sempre secondo il Masciotta ai D'Alemagna seguono i D'arcuccio a partire dalla terza decade del secolo XIV. Ai D'arcuccio fanno seguito i Gambatesa di Campobasso, meglio conosciuti come Monforte. I Gambatesa, come molti feudatari del Contado di Molise, nella Guerra tra gli Aragonesi e gli Angioini, mostrano simpatie verso questi ultimi fino a sposarne le cause. Con la sconfitta e la cacciata degli Angioini molti feudatari tra cui Nicola Gambatesa per sfuggire alla vendetta degli Aragonesi seguono gli Angioini alla corte di Francia. Il Re Ferdinando I D'Aragona non infierisce violentemente contro la famiglia Monforte infatti sottrae ad Angelo, che è figlio di Nicola, solo metà del territorio e lo offre nel 1461 a Giambattista del Balso quale riconoscimento per i servigi resi contro gli Angioini.
Nel 1465 Angelo Gambatesa muore e lascia come unica erede la figlia Certa o Cecca. Certa, qualche anno dopo la morte del padre, sposa Giovanbattista del Balso ed unifica nuovamente il territorio. Vincenzo, primogenito di questi, in seguito alla morte della madre (1507) viene investito dal re Ferdinando II della restante metà. A Vincenzo succede Giulio fino al 1564 anno in cui vende il feudo ad Andronico Cavaniglia per 9000 ducati. Nel 1569 Andronico, che è figlio di Troiano conte di Troia e D'Ippolita Carafa figlia di Alberico duca D'Ariano, vende il feudo acquistato qualche giorno prima a Giovanlorenzo De Allegrettis per 12000 ducati. Ai De Allegrettis succedono i Frangipane come conferma lo strumento redatto dal notaio Giulio Zeuli di S.Croce di Morcone del 14 marzo 1604. I Frangipane sono feudatari di Mirabello fino alla eversione della feudalità (1806) acquisendo dal 1795 anche il titolo di duca.
Il 24 agosto del 1862 il Consiglio Comunale di Mirabello delibera l'appellativo Sannitico, autorizzato poi dal R.D. del 22 gennaio 1863, per differenziarlo da Mirabella Eclano (Avellino), Mirabella Imbàccari (Catania), Mirabello (Ferrara) e Mirabello Monferrato (Alessandria). Per circa cinquant'anni non si hanno notizie amministrative e storiche di rilievo per cui il secolo XIX finisce con l'imponente emigrazione (…). Nel 1915 le tensioni con l'Austria sfociano nel conflitto armato, che verrà definito I Guerra Mondiale (1915-1918), al quale anche Mirabello Sannitico ha dato un notevole contributo umano. Mirabello con la lapide murata nel prospetto del municipio, in piazza V.Verdone, ha voluto ricordare il sacrificio dei caduti in guerra
Intanto in Italia nasce il movimento fascista che concretizzerà con la Marcia su Roma del 28 ottobre 1922 la propria affermazione politica. La salita al potere del fascismo provoca cambiamenti amminsitrativi e politici anche per Mirabello. Tra cambiamenti amministrativi è da ricordare l'aggregazione di Mirabello, Ferrazzano e Oratino a Campobasso con il Regio Decreto n.822 1928. Il cambiamento politico più significativo è la sostituzione del Sindaco con il Podestà avvenuto il 12 luglio del 1926. Altro provvedimento degno di essere ricordato è quello emanate dalla Presidenza della Repubblica datato 8 maggio 1991 col quale si riconosce a Mirabello Sannitico un proprio stemma.
Il 22 giugno 1991 con la Delibera n.13 il Consiglio Comunale di Mirabello Sannitico recepisce nella sua interezza la proposta dell'ufficio della Presidenza della Repubblica sullo stemma e gonfalone da adottare. Lo stemma ha per simbolo tre frecca impugnate con all'insù ed in campo azzurro. Delle frecce, intrecciate con nastro tricolore, una è verticale e due sono posizionate a croce. Il Gonfalone a drappo giallo è caricato dello Stemma che nella metà inferiore è circondato da un ramo d'alloro ed uno di quercia, della corona muraria che sovrasta lo stemma e della scritta Comune di Mirabello Sannitico ancora più in alto.
CENNI GEOGRAFICI
Mirabello Sannitico è situato nel Molise Centrale a pochi chilometri dal capoluogo di regione Campobasso. Il comune ha una superficie di 21,43 kmq, confina con i comuni di Campobasso e Ferrazzano a nord, con Cercemaggiore, Cercepiccola e San Giuliano a sud, con Vinchiaturo ad ovest e con Gildone ad est.
Il
territorio, ha le caratteristiche delle zone collinari pedemontane, ed è
inciso da numerosi corsi d’acqua torrentizi. Il punto più alto del
territorio è la Rocca con 1000 m s.l.m.. Il centro urbano, ove risiede la
maggior parte dei 1800 abitanti del Comune, è situato sulla dorsale di una
collina a quota 591 m s.l.m., all’inizio della vallata del Tappino.
Il
torrente Tappino, che sorge nell’estremo ovest del territorio comunale dopo
aver fiancheggiato il paese, continua il suo corso nei territori di
Campodipietra, Toro e Pietracatella, immettendosi nel Fortore in agro di
Gambatesa. Le
distanze stradali che separano il paese dalle principali città dell’Italia
centro-meridionale, Roma, Napoli, Pescara, sono rispettivamente 230, 160
e 170 Km.
Per
chi voglia recarsi a Mirabello è consigliabile raggiungere il paese da
Monteverde di Vinchiaturo.
dal libro di Francesco Tucci - Mirabello Sannitico 1993